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Quella volta che vidi i Radiohead a Firenze…

25 Set

30000 persone, 1 gruppo musicale (Radiohead) in vena di sperimentazione, 1 parco interamente chiuso ai motori (Parco delle Cascine, Firenze), 58€ circa di biglietto, 2 ore di musica, 5/6 km a piedi causa strade chiuse-traffico-parcheggi-ecc.

Mischiate il tutto e agitate bene. Non è ancora abbastanza.

Provate ad aggiungere le luci, i panini e le birre, l’atmosfera magica da concerto serale all’aperto. Agitate di nuovo… Ah, ecco cosa, quasi dimenticavo, 2 mesi e 22 giorni di attesa più del necessario, causa tragico incidente durante il tour e conseguente annullamento date con concerto rimandato. Dal 1 Luglio si slitta così al 23 Settembre, nuova data fiorentina. Manca ancora qualcosa…

Il fatto è che non si può raccontare un concerto, perché la musica non si racconta, si ascolta, si vive, al massimo se si è capaci la si scrive, ma non la si racconta, perché non è una storia, non è un fatto di cronaca né una leggenda, non ha una trama come un romanzo o un film, non si dipana come un filo rosso ma ti avvolge e ti tiene caldo come un maglione della nonna quando fa freddo e piove. Ha l’effetto dell’amore che ti scalda dentro e quello della paura che ti fa venire la pelle d’oca, ma non è né l’uno né l’altro. La senti nell’aria ma non è vento, riempie i vuoti ma non ha sostanza…

Ok, ho esagerato, veramente.

Sentimentalismi a parte, non sono un grande fan, né un grande conoscitore dei Radiohead, in pratica mi limito all’album The Bends e ai grossi successi fino all’album successivo, per cui ho assistito al concerto più con il piglio dell’esploratore che con quello del contemplatore. Risultato, sono finito dentro un turbinio di suoni che mischiano elettronica, strumenti “classici” e voce. Roba buona da ballare, ma, sinceramente, di poca sostanza ad un primo ascolto, e volendo pure un po’ neniosa. Nonostante ciò quello che ti arriva è qualcosa di dolce e alle volte quasi sensuale, suadente, inevitabilmetnte finisce col coinvolgerti e appagarti. Roba da “estasi”, non mi sorprenderei di trovarmi di fronte un santone moderno versione 2.0 in meditazione (oddio, qualcuno sembra quasi provarci), o un hippie strafatto catapultato qui dal ’68.

 

C’è chi balla, chi amoreggia, chi mantiene un atteggiamento più classico da fansottoilpalcochecantaasquarciagola. C’è gente un po’ di tutti i tipi, dal nerd al fattone, e dall’età variabile, dalle ragazzine agli ultratrentenni. Il concerto, inquadrato nell’atmosfera generale, vale i soldi che spendi (partendo dal presupposto che purtroppo questi sono i prezzi, ovviamente). I km a piedi sono solo un ricordo quando li senti suonare. Ti lasci andare, come cullato, chiudi gli occhi, anzi no perché i giochi di luce rendono il tutto più brioso, e ti godi due ore di buona musica. Chiaramente tutto ciò richiede mente discretamente aperta e 0 integralismo musicale (vedi il percorso della band britannica dai primi album ad oggi e capirete cosa intendo), altrimenti non funziona. Se pensate di andarvi a sentire i primi Radiohead di Creep infatti siete fregati, in scaletta c’è posto quasi esclusivamente per gli ultimi album (molto meno rock e molto più elettronica). Felice eccezione per Karma Police, che ottiene grande risposta dal pubblico, forse unico momento in cui si ha la netta sensazione di essere ad un concerto di una (ex?) rock band, e non quella mista del dubbio di essere in una grande discoteca all’aperto.

 

Se dovessi dare un giudizio però, rimarrei in positivo, non solo perché il concerto me lo sono goduto pur essendo un “ignorante”, e già questa mi sembra una prova discretamente valida sia della bontà del concerto sia della bravura della band, ma perché finito lo spettacolo ho voglia di scoprire tutto il loro repertorio, percorrere la loro strada e seguirli con più attenzione in futuro. Alla fine credo abbiano fatto breccia, almeno su di me, per gli altri 29999 credo sia un’altra storia.

Scaletta Radiohead @ Parco delle Cascine, Firenze 23 settembre 2012

Consigliati:si!!

 
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Pubblicato da su 25 settembre 2012 in Musica, Recensioni

 

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