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Articolo 54; la norma della Costituzione chiusa in soffitta!

27 Ott

“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed ONORE, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.” Costituzione della Repubblica Italiana, art. 54 comma 2.

Onore: “il termine onore è usato ad indicare un sentimento che comprende la reputazione, l’autopercezione o l’identità morale di un individuo o di un gruppo.
In generale, poste di comune condivisione talune regole comportamentali nell’ambiente di riferimento, l’onore corrisponde al diritto di rispetto da parte degli altri come conseguenza premiale del contemporaneo dovere di rispetto degli altri. Nel concetto di rispetto sono da includersi anche regole che impongono l’obbligatorietà del sacrificio in presenza di determinate situazioni di difficoltà proprie od altrui. In alcune culture il concetto originario d’onore si è ridotto a vera pretesa di rispetto, ad esigenza di rispettabilità”.
Wikipedia
 
Onore: “Buona reputazione, rispettabilità di cui gode chi si comporta con onestà e rettitudine; senso della propria dignità che impone di comportarsi con onestà e coerenza morale; orgoglio, stima di sé”.
Il Sabatini Coletti

Qualche giorno fa,durante la lezione di diriitto pubblico il mio professore l’ha definita la norma della Costituzione meno rispettata. Di dire con certezza se veramente detiene questo titolo non me la sento però sicuramente è sul podio. L’onore ormai, e chi scrive non è certo uno che dell’onore fa uno dei suoi valori portanti, lo si ritrova solo fra mafiosi e delinquenti (strana concezione magari la loro dell’onore) e fra nostalgici del ventennio in camicia nera. Tutt’al più forse le forze dell’ordine e i militari tengono in alta considerazione l’onore come loro valore essenziale.

Spesso accostato a una certa concezione della politica, capisco che non tutti, specialmente via via che ci si sposta a sinistra, sarebbero contenti di sentir parlare di onore dai loro “rappresentanti”, ma oggi più che mai forse ce ne sarebbe tanto bisogno. Con l’abbandono del pudore e l’arroganza con cui si sbandierano “abitudini” sessuali (magari fosse così semplice) e costumi politici a dir poco sospetti (vedi la compravendita dei voti) certo non va molto d’accordo, facile capire quindi come mai “sembra nessuno si ricordi più di questa norma”, come sosteneva il professore ancora ligio alla vecchia cara costituzione, o almeno a parti come questa.

Ma onore, secondo Roberto Saviano, è anche “sentire violata la propria dignità umana dinanzi ad una ingiustizia grave […]”. E, mi permetto di dire, anche di fronte a quelle più piccole, nonché a comportamenti discutibili o non adeguati alla situazione o alla carica che si ricopre.

Dunque, tu che svolgi funzioni pubbliche, magari anche IMPORTANTI, e te ne freghi della tua onorabilità, oppure ne hai una strana concezione, sappi ch’io potrei anche accettarlo, se non fosse che il tuo ruolo, e di conseguenza la tua persona, rappresentano anche altri, che magari di far la figura degli asini per colpa tua non ne hanno molta voglia. Questo, oltre al fatto che la legge, specie la Costituzione, e specie se sei un funzionario pubblico che quindi deve anche dare l’esempio, mi sembra un ottimo motivo per ricordarsi dell’articolo 54, e, di conseguenza, rispettarlo!

Forse invece dei tablet, in Parlamento, sarebbe l’ora si portassero dietro la Costiituzione!

 
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Pubblicato da su 27 ottobre 2011 in (dis)informazione, Commenti, Politica

 

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