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L’Italia in seconda classe

08 Giu

Il passaggio da viaggiatore a cliente, da privato a pubblico. Tutto lungo la “strada di ferro” che si snocciola in lungo e largo per l’Italia. La desertificazione delle stazioni ferroviarie, l’ estinzione delle sale d’attesa, la proliferazione delle code, lo scioglimento del servizio pubblico. Ma anche i paesaggi più belli d’Italia, strani personaggi e storie curiose. Impressioni di una classe di lavoratori in precario equilibrio, i “musi neri”, macchinisti, capistazione. Una “visione laterale della vita” e dello stivale italico che scorre davanti ai nostri occhi, si insinua nei nostri pensieri e ci porta l’odore degli scompartimenti, il rumore delle rotaie, il nero del carbone fra le pieghe della pelle. Una “transitaliana” fatta a ritmo di di su e giù per gli italici monti con tanto di camera, ops , carrozza, con vista mare.

 

Saranno grandi i papi, saranno grandi i re, ma quando son qui sopra, son tutti eguali a me!

Perché il treno è democratico.

Democrazia, roba carente da queste parti

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807711022/L’Italia_in_seconda_classe/Paolo_Rumiz.html

 
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Pubblicato da su 8 giugno 2011 in Recensioni

 

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