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“Come dialogare con chi chiama i magistrati golpisti?”

23 Mag

Nel giorno della ricorrenza del 19° anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e la scorta, non mancano le polemiche per come ancora oggi i magistrati sono trattati. Se non se ne fa un santino, da tirare fuori ad ogni occasione buona per la propaganda, li si definisce dei cancri, li si delegittima, e poi magari si toglie loro la direzione delle indagini, abbattendone l’autonomia.

Oggi come allora Stato e Magistratura sembrano più avversari che alleati nella lotta all’illegalità e alla mafia, e Piero Grasso, Procuratore nazionale antimafia, non le manda a dire. Nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone, ospite insieme al Ministro della Giustizia Angelino Alfano durante la commemorazione della suddetta strage, gli si rivolge così: “come è possibile dialogare con chi ti prende a schiaffi, con chi chiama i magistrati matti, cancro, golpisti?”.

Grasso ha poi colto l’occasione per contestare la cosiddetta “riforma della giustizia”, che altro non sarebbe, secondo lui, che una “riforma del rapporto fra magistratura e politica”. Insomma, il tentativo del governo di porre la magistratura in condizione di non nuocere alla politica, anzi, ai suoi interpreti, proprio non va giù al P.N.A. Grasso. D’altronde gli screzi fra Magistratura e Presidenza del Consiglio non sono certo mancati ultimamente. Leggi ad personam e attacchi più o meno gratuiti ai magistrati sono fra gli strumenti preferiti del Presidente del Consiglio. Come se ciò non bastasse, la riforma della giustizia sembrerebbe orientata, anzi lo è, a togliere quell’autonomia necessaria alla magistratura per essere di contrappeso al potere politico, così come si addice ad una normale democrazia, ledendo quella tripartizione dei poteri da tempo accertata da ogni pensatore politico che si rispetti.

D’altronde si dovrebbe sapere per esperienza che la via della delegittimazione e dell’abbandono dei magistrati non porta nulla di buono. Ma forse in Italia la memoria fa difetto, e immagini come questa non bastano a ricordare ciò che è stato.

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2011 in Commenti, Memoriali, Politica

 

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