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“Il Tg1 fa informazione di parte”. A Milano i montatori ritirano la firma dai servizi. Così,tanto per dire.

18 Mag

“Il Tg1 fa informazione di parte”. A Milano i montatori ritirano la firma dai servizi | Luigi Franco | Il Fatto Quotidiano.

Dopo Maria Luisa Busi anche i montatori della sede Rai di Milano si ribellano al direttore Augusto minzolini. Ancora una volta viene ribadita la non imparzialità dell’informazione pubblica. Eppure proprio il nostro Presidente del Consiglio e il suo bel partito dell’amore sono fra i più acerrimi nemici della faziosità del servizio pubblico, vedi editto bulgaro, e, più recentemente, lo stop ad Annozero, Ballarò e Porta a Porta durante la sospensione della messa in onda dei talk show politici della Rai, posta dal CdA Rai sotto il periodo delle elezioni regionali del 2010, durante il quale la Rai ha perso circa 7 milioni di euro di introiti (fonte wikipedia). Ricorrente la scusa del canone, il cui pagamento dovrebbe garantire l’imparzialità della Rai. A quanto pare anche l’imparzialità è di parte, la loro ovviamente, perche nessuno ai piani alti si è ancora lamentato di Minzolini, nonostante questi accadimenti e il fatto forse ancor più grave dell’aver usato la carta di credito aziendale Rai per una spesa di ben 68000 €, che gli è costata l’iscrizione nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di peculato (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/12/minzolini-indagato-per-le-spesecon-la-carta-di-credito-aziendale/110717/).

Mi verrebbe da dire, per fortuna che i giornalisti tengono alto l’onore del loro nome e della loro professione, peccato che a farlo, almeno in questo caso, siano i montatori. I quali ovviamente difendono la dignità della loro di categoria, non certo quella dei giornalisti.

Ora che ci penso mi sembra di ricordare che esista anche un albo dei giornalisti, il quale forse dovrebbe interessarsi alla vicenda, altrimenti che ci sta a fare?

Potrebbe essere l’occasione giusta per dimostrare che l’albo dei giornalisti non è solo l’emblema della casta, e come tale, il suo raggiungimento non comporta privilegi, bensì l’assunzione dei doveri di tale professione. Dalla Carta dei doveri del GiornalistaDocumento CNOG-FNSI dell’ 8 luglio 1993 (sottoscritta dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana l’8 luglio 1993) http://www.odg.it/content/carta-dei-doveri-del-giornalista “Il giornalista non deve omettere fatti o dettagli essenziali alla completa ricostruzione dell’avvenimento. I titoli, i sommari, le fotografie e le didascalie non devono travisare, né forzare il contenuto degli articoli o delle notizie”.

Così,tanto per dire.

 
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Pubblicato da su 18 maggio 2011 in (dis)informazione

 

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