Le balle del governo sull’articolo 18 | Paolo Ferrero | Il Fatto Quotidiano
21 Marzo 2012. Articolo di Paolo Ferrero sul Fatto Quotidiano.
Le balle del governo sull’articolo 18 | Paolo Ferrero | Il Fatto Quotidiano.
“…non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà.”
Sandro Pertini
Meet Some Freaks On Route 66!!
Gli Afterhours sono tornati!
Primo assaggio; la rivisitazione di alcuni loro brani, più “Dolphins”, canzone di Fred Neil, racchiusi nel cd in allegato ad XL, Meet some freaks on route 66. Tutto registrato negli Stati Uniti, durante il Jack On Tour, questo album regala gioie, nonostante si tratti di “semplici” rivisitazioni di pezzi già noti.
Difficilmente, almeno per quanto mi riguarda, questi “esperimenti” riescono al meglio, ma quando lo fanno, capisci che ne è valsa la pena. Per la band di rimetterci le mani, e per i fan di comprarsi un album di pezzi già conosciuti, magari temendo di sentirli estranei e diversi dai cari vecchi pezzi cantati a squarciagola ai concerti o sotto la doccia. Anche a me passa di tanto in tanto questo pensiero per la mente, ma la curiosità di qualcosa che comunque è nuovo, e proviene direttamente da artisti di cui ti fidi, ha sempre la meglio, e così il mio stereo è già acceso e pronto a fare il secondo giro. Ma parlando di fiducia appunto, la mia non è stata tradita. Così mi trovo ad apprezzare pezzi vecchi anche se con una nuova veste, sempre rigorosamente in stile Afterhours, pienamente riconoscibile in ogni nuova ( si fa per dire) canzone. Spero sia una piacevole sorpresa anche per voi questo restyling made in U.S.A.
La portata principale invece si fa ancora desiderare, giusto così, visto anche che l’antipasto si è dimostrato alquanto gustuso. Ma non temete, al 17 Aprile, data di uscita del nuovo album, manca poco! Il titolo è di quelli destinati a far rumore, Padania.
“Secondo noi la Padania è uno stato della mente” dice Agnelli, “così come è adesso, è il simbolo di tutto quello che noi assolutamente rifiutiamo”. “E’ la bandiera del bigottismo, è la bandiera del male sinistro di cui è ammalata la nostra società” continua nell’intervista a XL. “Nella fattispecie, per quanto riguarda il nostro nuovo disco, è la storia di un uomo che combatte tutta la vita perché vuole cambiare il suo destino [..] riesce a realizzare tutte le cose per cui ha combattitto, tranne realizzare se stesso“.
Il ritorno degli Afterhours è definitivamente confermato dalla parole del cantante e fondatore della band, a cui viene chiesto se le persone reagiranno alle loro provocazioni. Manuel non si smentisce, toglie ogni possibile dubbio (c’è già chi si lamenta del titolo tante per dire) e conclude così la sua risposta: “chi ci segue lo fa per quello che siamo: stronzi, figli di puttana, arroganti forse, ma questo è quello che siamo e per questo comprano i nostri dischi e vengono ai nostri concerti”.
Credo proprio siano sempre loro, voi no?
Dio odia i tristi!
Se qualcuno crede che il Rock in Italia sia morto, o non capisce una benemerita, o crede DAVVERO che il rock sia Vasco e Ligabue. O forse più semplicemente non ha mai sentito loro!!
I Bud Spencer Blues Explosion (più semplicemente BSBE) sono Adriano Viterbini, chitarra e voce, e Cesare Petulicchio, batteria, duo rock-blues da battaglia, anzi da live (anche se non ho ancora avuto il piacere di assistere ad una delle loro performance dal vivo è quello che mi sembra di intuire dopo averli visto sul palco del 1° Maggio, a cui hanno preso parte nel 2009 e nel 2010, e nei vari video in giro per la rete).
“Il nome scelto per la band presenta due palesi riferimenti: il primo all’attore Bud Spencer, il secondo al gruppo punk blues Jon Spencer Blues Explosion” come si legge su wikipedia.
All’attivo, oltre alla vittoria del concorso ”Primo Maggio tutto l’anno“, che li ha portati sul palco del famoso concertone romano, hanno pubblicato 4 album Happy, Bud Spencer Blues Explosion, Fuoco Lento, Live EP registrato al Circolo degli Artisti a Roma e Do It, acronimo di “Dio odia i tristi”.
Se vi interessano li trovate qua: http://www.bsbemusic.com/
Auguri Signor G!!
Prima ricorrenza: il signor G nasce… è il 25 Gennaio 1939 e nasce Giorgio Gaber, nome d’arte di Giorgio Gaberscik. Cantautore, attore e commediografo italiano. Inventore del teatro canzone.
Oggi avrebbe 73 anni. Tanti Auguri!!
Forconi e Tir: Forza d’Urto siciliana
In questi giorni siamo letteralmente sommersi (è proprio il caso di usare questa parola) dalle informazioni sul naufragio della Costa Concordia. Per carità, giustissimo. E’ bene che si sappia cosa è successo e che siano chiarite cause e responsabilità del misfatto. Ed è bene che si continui a parlarne anche quando la gente se ne sarà un po’ stufata, come sempre accade, e come sempre i giornali e le tv seguiranno gli umori dei loro “consumatori” e sposteranno i riflettori su qualcos’altro. Altrettanto comprensibile quindi la copertura mediatica della faccenda, specie se la si vede – come qualcuno ha proposto – come una sorta di allegoria dell’attuale situazione italiana. La nave che affonda, il comandante che abbandona prima di tutti invece che coordinare i soccorsi e il “professore” di turno (in realtà capitano) che sembra prendere in mano la situazione, con voce ferma e potente. Senza scordarsi di chi rinfranca l’italico orgoglio, eroicamente intrappolato a bordo della nave con una gamba rotta dopo aver cercato di salvare più passeggeri possibili.
Purtroppo la faccenda sembra oscurare tutto il resto. Così l’ombra lunga del transatlantico, dal Giglio si stende fino alla Sicilia. Che c’entra la Sicilia direte voi? C’entra eccome, solo che ancora i media tradizionali sembrano non aver capito l’importanza del fenomeno e lo spazio ad esso riservato resta poco, per cui molti ancora non lo sanno o l’hanno appena sentito dire. Così la domanda di poco sopra resta in parte giustificata. Per le malelingue, va detto, tutto ciò sarebbe voluto. Riservare poco spazio al nascente fenomeno intendo. La paura sarebbe quella di scatenare un’esplosione ben più grande, di cui gli avvenimenti siciliani di questi giorni sarebbero solo la miccia. Paura di una protesta forte ed estesa, forse troppo, di una “rivoluzione” vera magari, che non finisca a tarallucci e vino.
Per cui ancora si parla troppo poco del Movimento dei Forconi, “un’Associazione di agricoltori, pastori, allevatori stanchi del disinteresse quando non del maltrattamento da parte delle istituzioni”, come si legge sulla loro pagina Facebook. O di Forza d’Urto, altro movimento siciliano “nato dall’unione degli Autotrasportatori Aias, Movimento dei Forconi (appunto!), pescatori, imprenditori agricoli e da tantissimi altri”. Un movimento ”apolitico ed apartitico ed espressione delle principali associazioni produttive siciliane”, che in questi giorni sta paralizzando la Sicilia, usando la tecnica dei blocchi stradali, a cui vengono distribuiti volantini, e impedendo il rifornimento delle pompe di benzina, per protestare contro il caro gasolio e le sempre presenti, nonché crescenti, difficoltà in cui si trovano questi lavoratori. Lamentano l’incompetenza e l’assenza dei politici locali, chiedeno l’intervento del governo (sembra che Monti abbia fatto sapere loro che li incontrerà solo se allenteranno la presa e che la risposta sia stata il proseguo della protesta come da programma) e dell’Unione Europea, unici soggetti in grado di migliorare la situazione. Fra le richieste anche nuove elezioni regionali e tagli ai costi della politica locale.
Al movimento sembra si stiano aggregando anche studenti e cittadini, che esprimono sostegno e solidarietà all’iniziativa di questi lavoratori siciliani, che qualcuno vede già come esempio.


Attenti al…ma si può dire in TV?
Ho un piccolo dubbio, magari potete aiutarmi a risolverlo. Dell’ipocrita e ingiusta linea di comportamento della Chiesa nei confronti dei gay ero al corrente, e pur non essendo un fervido credente, è uno dei motivi per cui aspetto il ritorno di Gesù Cristo su questa Terra. Vederlo bacchettare i suoi stessi “sacerdoti”, che si riempiono d’oro e intolleranza quando lui stesso ha predicato povertà, uguaglianza, tolleranza e amore sarebbe per me una grandissima soddisfazione. Detto questo, chi è senza peccato scagli la prima pietra, quindi anch’io chiederò perdono dei miei peccati, dopo questo piccolo sfogo.
Ma non è l’atteggiamento della Chiesa che mi stupisce (non più, purtroppo) e solleva il dubbio, bensì il fatto che a tale linea di silenzio nei confronti dell’essere gay, e comportarsi da tale dunque, aderisca anche l’informazione. Mi spiego meglio; ho visto due telegiornali, diversi fra loro, diversa edizione del giorno, diverso editore e linea politica e giornalistica. Nonostante ciò in nessuno dei due si è apertamente detto che quell’uomo straziato, che leggeva i versi della canzone scritta dall’uomo che probabilmente amava (si, avete capito, anch’io sto parlando dei funerali di Lucio Dalla) era suo compagno, o amante, o fidanzato, o uomo o come volete chiamarlo. Può darsi anche che sia stato veramente solo un “amico”, per quanto intimo, ma ciò che mi tormenta è: se veramente si amavano come si amano una coppia di innamorati, perché non lo si può dire? Perché la TV non può dirlo? Da dove viene questa reticenza? Veramente in Italia, non solo la Chiesa, ma la società intera, non è pronta ad accogliere l’amore fra due persone il cui sesso è lo stesso?
Temo proprio di si. Per cui, oltre al ritorno di Gesù, aspetto si svegli la coscienza, l’intelligenza e la comprensione di molti miei concittadini. Nel frattempo, attenti al lupo!
Pubblicato da lucatan su 5 marzo 2012 in Commenti, Pensieri a voce alta
Etichette: attenti al lupo, funerali, gay, Lucio Dalla, marco alemanno, tv